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BRITSH AEROS. BA F3 "Tornado" ADV

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RECENSIONE N.1
Gen. D.A Pilota Carlo MAGRASSI                 29/07/2011
(Capo Corso Pegaso 3° - ora Gen.S.A - Pilota Sperimentatore)
(Velivoli vari: Caccia , Pesanti e Elicotteri)


Caro Walter,
un bravo di cuore per aver scritto un libro che mancava. Un libro che ci mostra tutta la tua umanità ed allo stesso tempo la tua grandezza. La sua lettura mi ha trascinato attraverso il tempo e l’animo, e mi ha fatto rivivere anche la mia vita. In questo libro ci siamo tutti noi colleghi del Pegaso, con i nostri sogni, le nostre paure, il nostro essere uomini chiamati a muoverci ad una velocità che non è naturale. Grazie a questo libro adesso quello che tu hai vissuto è come se un po’ lo avessimo vissuto tutti noi. Hai saputo darci, con un tratto semplice e diretto, uno specchio di quello che eravamo e che siamo. Non ci sono supereroi, ci sono solo persone che con tanta volontà e con un duro lavoro hanno costruito giorno per giorno il loro sogno, a volte sacrificando i propri cari, ma soprattutto se stessi. Non hai avuto timore di dire cosa sei e cosa senti, e leggendo questo libro sono orgoglioso di essere, prima ancora che tuo collega, tuo amico.
Complimenti.


RECENSIONE N.2

Gen. B.A Pilota Luca VALERIANI                30/08/2011

(Ispettore per la Sicurezza del Volo in A.M.)


Walter Pauselli, anche nell’aspetto fisico ha la prestanza e la solidità massiccia che fa pensare al “combattente” e, parlando di Aeronautica,  del pilota cacciabombardiere. Ma chi non lo conosce personalmente o non ha mai avuto occasione di frequentarlo, in questo suo scritto potrà facilmente “vederlo” in tutta la sua grintosa passione e assoluta dedizione per l’attività di volo militare.
Le esperienze di vita, ma soprattutto di pilotaggio raccontate con pathos e coinvolgimento emotivo, danno una visione dall’interno del velivolo delle più varie e “adrenaliniche situazioni di volo”, in un linguaggio piano, comprensibile anche ai non esperti, corredato di ampie e complete note esplicative sugli inevitabili termini tecnici. Chi pilota lo è, o lo è stato, si troverà coinvolto ed immedesimato pienamente nel racconto di Walter, rivivendo emozioni, sentimenti e sensazioni indimenticabili, chi pilota non lo è (ancora) potrà vivere ugualmente le stesse emozioni grazie alla capacità descrittiva ed alla chiarezza di linguaggio dell’autore. Per i giovani che già sentono ardere la passione per il volo è una lettura da non perdere che potrà confermare e supportare vieppiù la loro motivazione.


RECENSIONE N.3
Magg. Navigatore Giacomo LACAITA         08/07/2011

( 6° Stormo - 102° Gruppo Istruttore Navigatore Tornado PA200 IDS)

Questo libro è un baluardo di esperienze di vita e di volo in Aeronautica Militare. Il Col. Pauselli, forte dei suoi quasi 40 anni di servizio in prima linea, dipinge, con la schiettezza e l’entusiasmo che lo caratterizzano, i tratti dell’uomo pilota militare, con i suoi limiti, la sua determinazione, la sua professionalità e sopratutto con le sue emozioni e il suo essere in fin dei conti un uomo “normale”.
Il libro è un’autobiografia narrata in prima persona che, attraverso il racconto delle varie fasi della vita “aeronautica” dell’Autore, illustra, insegna e inevitabilmente coinvolge il lettore in un mondo ricco di adrenalina.
Da “ Bionav”, come lui affettuosamente chiama noi navigatori, o da pilota questo libro si legge virtualmente tutto di un fiato e quando finisce ne vorresti ancora, ogni esperienza descritta ti arricchisce umanamente e professionalmente. Da aspirante appartenente alla meravigliosa “Famiglia Azzurra” o semplice appassionato di volo queste pagine risponderanno alle tante domande che avete ma non sapete proprio a chi porre e vi apriranno una finestra in un mondo straordinario e unico.


RECENSIONE N.4
Col. Navavigatore Sergio TROVATO          04/08/2011

(36° Stormo 156° Gruppo - PA200 IDS)

Una bella storia di vita vissuta con passione. Sicuramente molto personale ma appassionante. Penso che il target principale debbano essere i giovani lettori ma è stimolante anche per chi ha vissuto la stessa vita.

RECENSIONE N.5
Col. Giuseppe TOSTO                                12/09/2011

(Capo 3zo Ufficio ISV - Ufficio Giuridico dell'Ispettorato Sicurezza del Volo)

Ho letto tutto d’un fiato il libro “Convivere con l’adrenalina. Ricordi ed esperienze di un pilota caccia bombardiere", di Walter Pauselli.  
Conosco Walter per aver trascorso qualche anno insieme alla sicurezza del volo ma non avevo avuto modo di apprezzare tanta sensibilità e vena linguistica nel mettere insieme sensazioni, patemi d’animo, passioni, dubbi e incertezze di un giovane e, poi, di un uomo che con la passione per il volo ha convissuto per quasi quarant’anni senza mai perdere la voglia di volare e l’entusiasmo per il volo militare.

Mi hanno sorpreso sin dalle prime parole le sue qualità nel rendere avvincente e interessantissimo un diario di vita vissuta. Da un giovane ancora imberbe che anela per potere fare il pilota senza conoscere i rischi, i sacrifici e le difficoltà che deve incontrare, nella vita come nel lavoro, emerge l’energia di una persona forte e determinata a seguire un suo sogno, cosa rara nei ragazzi d’oggi.
Una descrizione degli aspetti più profondi di un giovane che si accinge a servire la patria indossando le stellette ed entrando in una Accademia militare per fare qualcosa a beneficio di tutta la collettività: una raccolta appassionante di emozioni, vicende vissute, rapporti umani e personali nati, cresciuti e sviluppati, come anche dissapori, inimicizie e sofferenze descritti in maniera profonda senza mai abbandonare il pathos legato a ciascun momento.
Credo che “Convivere con l’adrenalina” possa costituire per chiunque, giovane o anziano che sia , pilota o non, un modo per confrontarsi con le proprie esperienze di vita e, per ciascun pilota, un modo per rivivere a livello personale gli stessi percorsi tracciandone differenze e aspetti comuni, magari mai esplorati dentro di sé.
Esempio di una persona vera che mette a beneficio degli altri le proprie esperienze, anche negative, per dimostrare, se ce ne fosse bisogno, che i sogni esistono, basta volerli realizzare a tutti i costi: nel caso di Walter la soddisfazione traspare da ogni espressione e da qualsiasi riflessione. E voi?


RECENSIONE N.6
T.Col. Vladimiro GIANANTI                            21/10/2011

Si tratta di un libro che, indubbiamente, oltre ad essere trascinante ed avvincente per ciò che racconta, riesce a far appassionare il lettore per alcune peculiarità che non esito a definire uniche e che lo pongono, quasi come punto di riferimento, nella letteratura ad ambientazione aeronautica.
Molteplici sono i punti di forza di questo libro ma mi limiterò a citarne solo tre.
Il primo sta ovviamente nel fatto che tutto ciò che viene raccontato è rigorosamente autentico benché alcuni eventi sembrino essere tratti da un “action movie”.

Il secondo lo si ritrova nella sinergia con cui le principali componenti del libro ossia la componente umana, la componente tecnica e quella professionale, sempre presenti in ogni episodio raccontato, interagiscono, si sostengono e si esaltano reciprocamente. I molteplici richiami tecnici sempre descritti con rigore scientifico sono proprio funzionali all’esaltazione del “pathos” che una normale descrizione verbale, per quanto accurata e dettagliata, mai potrebbe eguagliare.
Il terzo sta nella tecnica descrittiva e costruttiva del periodare che l’autore ha voluto adottare: la sostanza è stata anteposta alla forma cosicché il lettore riesce con ancora maggiore agilità ad immedesimarsi nel pensiero dell’autore diventando egli stesso il protagonista delle storie raccontate.
Nonostante io sia quell’allievo pilota cui viene fatto menzione nel libro, i cui sogni di gloria sono naufragati ad Amendola, devo ammettere che Walter è riuscito ha creare un libro bellissimo che meritatamente regge, per quanto impegnativo sia, il titolo che gli è stato dato.




RECENSIONE N.7
T.Col. Giovanni DIGUIDA                            15/07/2011

Il libro è fuori dai canoni del tipico racconto storia. L’Autore si lascia guidare dalla viva passione per il suo lavoro. La semplicità espositiva, unita all’evidente piacere per quanto vissuto nel corso della sua vita di “pilota”, rende il libro di una naturale ed avvincente scorrevolezza. Forse è proprio questa la sua forza: la semplicità.
Protagonista principale è l’essere pilota, con tutte le difficoltà e le privazioni a cui bisogna sottoporsi per diventarlo.
Particolarmente interessante è la parte tecnica, in cui vengono dettagliatamente descritte le delicate procedure da seguire in volo e non solo.
La lettura è veloce, le pagine scorrono senza stancare. Lo stile è quello della narrazione, in cui l’Autore non si risparmia nel dare spazio anche a quei sentimenti che rendono l’uomo fragile per sua natura.


RECENSIONE N.8
Comandante Claudio Canton                      22/09/2011

(Compagnia Blue Panorama, Volare, Air Europe - Boeing 757/767 )
(Ex pilota: 3° e 50° Stormo e Istruttore SVBAA - F104G - G91T - PA200 IDS
)

Caro Walter,
qualche anno fa, durante una vacanza trascorsa insieme alle Mauritius, mi confidasti il progetto di scrivere un libro sulle tue personali esperienze di volo. Quasi per dare inizio alla tua idea, a fine giornata, ripercorrevamo le nostre esperienze ed impressioni, in particolare un periodo della nostra vita che indiscutibilmente ci è rimasto molto impresso: la guerra del Golfo.
Ci siamo ritrovati là, tu tra le Linci, io tra le Pantere.
Ora il tuo progetto è stato portato a termine, come del resto tanti progetti che ti eri prefissato nella tua vita aeronautica. Il libro ora c’è e l’ho letto con  particolare piacere, interesse e coinvolgimento.
Tra un volo e l’altro sull’Atlantico, di giorno e di notte nei momenti di relax, ho sfogliato tante pagine di esperienze, sensazioni, considerazioni, sia tecniche che di relazioni umane. Sei riuscito molto bene a mettere nero su bianco, in maniera diretta e semplice, esperienze di vita vissuta da chi “combatte” per un ideale e per realizzare un sogno.
Il libro può essere letto da tutti, da chi come noi vuol rivivere le proprie esperienze di volo, dagli appassionati, dai piloti civili, che hanno “scariche” di adrenalina per altri motivi e soprattutto a terra, in preparazione di una trasvolata impegnativa o di una stremante  serie di voli.
Chi farà fatica a leggere questo libro? Chi non ha ideali nella vita, chi pensa che i sogni non si possano realizzare, ma soprattutto chi non desidera assaporare una vita vissuta intensamente.




RECENSIONE N.9 
Comandante Alberto CARUSO                    17/08/2011

(Compagnia Blue Panorama - Boeing 757/767)
(Ex pilota: 8° Stormo101° Gruppo - G91Y
)

Caro Walter,
ho letto con trasporto la bozza del tuo libro che mi hai inviato.
Bravo, mi complimento con te, sei riuscito a rendere partecipe li lettore sulle vicissitudini della tua vita professionale.
Innanzitutto sono partecipe dei dolori che hanno attraversato la tua vita. Solo leggendo il tuo libro son venuto a conoscenza della perdita dei tuoi cari che anch'io ho conosciuto e ben ricordo. Mi dispiace molto.
Per quanto riguarda la tua vita aeronautica credo che tu sia riuscito a raggiungere tutti gli obiettivi che ti eri prefisso e di questo me ne compiaccio.
Veniamo al libro; come detto mi è piaciuto molto e l'ho letto con trasporto, immedesimandomi, come lettore, in ogni pagina. Ho trovato la lettura scorrevole e piacevole, con l'eccezione dei paragrafi tecnici in cui a mio parere forse ti sei troppo dilungato in descrizioni e spiegazioni troppo specifiche, che inducono il lettore a impostare una marcia ridotta di lettura per concentrarsi maggiormente e cercare di capire i concetti tecnici che a volte possono essere troppo complicati per le sue conoscenze. Ovviamente tutto questo dipende dal target di lettore che ti sei imposto. Credo che così com'è il libro sia perfetto per un appassionato di aeroplani, con minore approfondimenti tecnici è appassionante per chiunque. In ogni caso ti ringrazio per averlo scritto, per aver ricordato i nostri cari colleghi scomparsi in servizio, per avermi fatto rivivere momenti cari della mia vita ormai persi in un lontano passato.
Un abbraccio e un caro saluto.



RECENSIONE N.10
T.Col. Pilota Virgilio Di FRANCESCO          18/08/2011

(30° Stormo Elmas - Breguet Br 1150 Atlantic)

La passione per il volo è una passione senza compromessi, dedicare tutte le proprie energie è il minimo sforzo richiesto. Per diventare un pilota da combattimento e condurre macchine dalle prestazioni estreme, all’estremo delle loro prestazioni, ovviamente, lo sforzo minimo non è sufficiente, occorre saper dedicare tutto se stessi, nulla può avere la precedenza, nemmeno gli affetti familiari: il lettore avrà modo di convincersene fin dalle prime pagine. Il libro non vuole essere un trattato di aerodinamica o insegnare l’arte del volo ma dipinge il quadro delle sensazioni e stati d’animo che si provano in volo ed ognuno, da queste immagini, può trarre le proprie emozioni e conclusioni. Il volo viene descritto come un sofisticatissimo gioco ed effettivamente lo è, ma è un gioco maledettamente serio, l’autore lo sa bene e ne dà eloquente dimostrazione quando ricorda i colleghi ed amici che non sono più tra noi.
Tuttavia il traguardo da raggiungere non ha prezzo, non c’è nulla al mondo che potrebbe far desistere l’uomo pilota dal suo obiettivo, non potrebbe, nemmeno se lo volesse. Ve lo dice un pilota militare con l’amarezza di colui cui, nonostante abbia circa lo stesso numero di ore di volo, è stata preclusa, suo malgrado, la possibilità di condividere le stesse esperienze dell’autore.
Il pilota sia militare o civile, che si appresta a leggere il libro, tutto questo lo sa già, tuttavia si ritroverà immedesimato attraverso le esperienze raccontate, in situazioni simili che anche lui ha vissuto, magari con velivoli ed in contesti completamente diversi, ma condividendo la necessità di convivere con l’adrenalina che è parte indispensabile della vita di un pilota perché lo fa ragionare e reagire correttamente nei pochi secondi a lui disponibili per risolvere una situazione di pericolo. Soprattutto ritroverà tra le pagine di questo libro la sua stessa passione, mai sopita ne attenuata a dispetto degli anni che passano, e non riuscirà a staccarsene fino all’ultima pagina.
Il lettore estraneo al mondo del volo, ma che sente dentro di se quel fascino o anche solo quella curiosità e vorrebbe saperne di più su cosa spinge un uomo a sedersi su una macchina che vola a velocità supersonica a pochi metri dal terreno, troverà molte risposte in questo libro. Tuttavia non si pensi che sia sufficiente leggere queste pagine per scoprire i segreti del volo, non c’è altro modo di farlo se non salire su un aeroplano. Sarebbe come spiegare ad un cieco dalla nascita come è fatto un arcobaleno.
Un’ultima precisazione: se siete assolutamente certi di non avere questa passione dentro di voi, neanche nelle pieghe più remote della vostra fantasia, non leggete questo libro, non fa per voi.


RECENSIONE N.11
Col. Pilota Elvio GARDINI                                24/11/2011

(51° Stormo  Istrana - 103° Gruppo e Istruttore SVBAA)
(G91R - G91T - AM-X)

Caro Walter.
Ho ricevuto il libro e l'ho letto d'un fiato... Bravo. Il suo punto di forza secondo me è che riesce a trasmettere anche ai non addetti ai lavori una carica di energia e di grinta, il che lo rende particolarmente adatto ai tanti giovincelli di oggi che si vedono pascolare in giro senza lasciar trasparire ambizioni o progetti per il futuro. Ne comprerò qualche copia da regalare per Natale ad amici che hanno figli in età giusta per nutrirsi di una buona e sana carica e voglia di adrenalina. A parte qualche sassolino che ti sei tolto (che condivido, ma avrei omesso dallo scriverlo), mi sono completamente immedesimato nelle motivazioni, nel modo di pensare e nelle qualità e professionalità esternate, a riprova che tutto sommato oltre ad essere stati oltremodo fortunati a fare quello che abbiamo fatto, siamo anche una razza tosta. Grazie di avermi citato nel testo e sii orgoglioso dell'opera che hai prodotto.
Un caro saluto e se non ci vediamo/sentiamo prima tanti auguri per le prossime festività a te e famiglia.
Gardo.


RECENSIONE N.12
Sig.ra Maria Antonietta IANNOLILLO           25/11/2011

(Moglie Com. Alitalia)

Caro Walter,
ho letto il tuo libro in un baleno. Mi è piaciuto molto, anche se ho dovuto "sorvolare" gli aspetti prettamente tecnici. So bene che il libro è rivolto principalmente ai colleghi ed eventuali futuri piloti, ma se avessi pensato un po' anche a noi mortali, rimasti al mito del volo di Icaro, la platea dei lettori non aeronautici ne avrebbe goduto maggiormente. La semplicità dà scorrevolezza alla lettura ed il libro finisce rapidamente. Sono sicura che il libro avrà successo e mi aspetto un seguito. Non hai avuto una vita monotona e tra le esperienze in Egitto, Canada e Turchia avresti ancora tanto da raccontare.
Antonietta.


RECENSIONE N.13
Comandante Massimo NOTARO                 17/11/2011

(Compagnia Alitalia - Boeing 747/767 )

Caro Walter,
mi avevi chiesto un'analisi impietosa sul tuo libro, come si usa tra Amici veri, eccola:
- prima considerazione: sciupi spazio e parole per un ufficiale di inquadramento al quale avresti potuto con più classe e meno parole ...dedicare un Dantesco:  "Fama di loro il mondo esser non lassa; misericordia e giustizia li sdegna: non ragioniam di lor, ma guarda e passa" (nel caso di specie certamente meglio si attagliava SPUTA e passa.). 
- seconda considerazione: IL LIBRO E' CORTO! MA PROPRIO TROPPO CORTO! il che mi porta immediatamente alla: 
- terza considerazione: SCRIVINE IMMEDIATAMENTE UN ALTRO!
Mi e' piaciuto molto Walter,
Grazie.



RECENSIONE N.14
Comandante Mario RUSSO                        29/11/2011

(Compagnia Alitalia - Boeing 777/767 )

Il titolo del libro è la sintesi perfetta della vita del pilota militare. Un bel libro che narra di una passione che supera la cronaca del continuo e duro addestramento ed a tratti si fa racconto appassionato della difficoltà di coniugare ad una professione difficile e totalizzante la necessità di coltivare gli affetti familiari e relazionali.
A Walter, a cui mi lega un’amicizia profonda, devo un ringraziamento per essere riuscito a raccontare senza enfasi la molla sempre carica che spinge chi ha intrapreso il volo professionale che si realizza solo nell’eccellenza ed in cui non sono ammesse mezze figure.
Il libro è di facile e scorrevole lettura, ricco di note tecniche per chi vuole approfondire, adatto anche a lettori che vogliano ritrovare gli aspetti umani della professione che affascina ed intimorisce figlia di un mito simbolo della sfida e della punizione divina per chi ha osato sfidare e vincere le leggi che legano gli uomini alla terra.



RECENSIONE N.15
Sig. David PROSERPIO                                   30/11/2011


Finito di leggere stasera...ho trovato il libro molto bello tant'è che l'ho letto tutto d'un fiato...mi è piaciuto molto, anche per le spiegazioni "tecniche" che non hai risparmiato .....grazie walter.



RECENSIONE N.16
Sig. Maurizio FILIPPETTI                                30/11/2011


Bello, bellissimo, me lo sono strafogato in una settimana. Ora aspetto qualche mese e me lo rileggo con più calma, voglio cogliere ogni minima emozione, voglio sentir salire l'adrenalina al protagonista dentro l'abitacolo, che certamente no...non sarà neanche paragonabile al reale. Mi sono commosso leggendo le belle parole dedicate a Lucio, c'ho parlato una sola volta a Castiglione Altobrando, ad ogni passaggio urlava  "Quello è mio fratello e da grande voglio diventare un pilota come lui".



RECENSIONE N.17
Sig. Giulio GHIDINI                                      04/12/2011


Mi permetto di disturbare in chat....Libro divorato, molto bello! Complimenti....Se devo fare una critica mi sarebbe piaciuto qualcosa di più approfondito sull'esperienza Golfo ma anche così è molto piacevole!



RECENSIONE N.18
Comandante Luciano BUJA                           04/12/2011

(Ex 90° AUPC)

Walter,
ho letto il tuo libro e devo farti i complimenti sia per la forma sia per il contenuto.
Ritornare con la memoria ai tempi dell 'Accademia, anche se solo 4 mesi (AUPC), e delle scuole di volo mi ha fatto venire un certo "magone".
Adesso, dopo quasi 40 anni dal fatidico 1 settembre 1973, data d'ingresso a Pozzuoli, e dopo 16000 ore di volo su una quindicina di aeroplani diversi, mi sovviene che anche per me, il sibilo prima e il lamento del J 79 del 104G dopo, sfrecciante a 400 kts sopra i tetti di casa mia, è stato il catalizzatore della mia passione di imberbe 17 anni. Ho letto, piacevolmente, che l'Arma Azzurra si è evoluta sul lato tecnico, ma è rimasta ancorata al vecchio impianto burocratico senza anima ne discernimento. Ho riconosciuto, e te le confermo , le caratteristiche di umanità e professionalità di due piloti da te citati, Marino Zamberlan e Giuseppe Lopo, con i quali ho avuto l'onore e il piacere di condividere lunghe traversate atlantiche. Suppongo che tu abbia conosciuto anche uno scriteriato di nome Sanfilippo con il quale ho condiviso un breve periodo alla 3 R.A di Bari. Se proprio devo fare delle critiche, visto che le richiedi, il capitolo sul Tornado è ,secondo me, troppo condito di sigle e acronimi, pane quotidiano per un pilota da caccia o militare in genere, nonostante sia spiegato in modo esauriente a piè di pagina, la lettura viene interrotta troppe volte per capire il significato dei vari termini e a un lettore laico suppongo causi disagio.
Complimenti ancora per l'ottimo lavoro, non diventerai certamente ricco da questa avventura editoriale e ti invito a continuare la tua vis letteraria attingendo da situazioni vissute irripetibili per la maggior parte dei piloti militari, passati e futuri.



RECENSIONE N.19
Col Pilota Camillo CALIARI                                  05/12/2011
(Ex pilota: 51° Stormo Istrana e Istruttore SVBAA)
(F104S - G91T - AM-X)


Caro Walter,
ho finito il tuo libro e.. mi dispiace. Mi faceva compagnia. L'ho trovato molto scorrevole e mi ha fatto rivivere tanti momenti trascorsi: in poche parole mi è piaciuto e ti ringrazio per averlo scritto.
Questa mattina ho fatto un bonifico in banca per ricevere 3 nuove copie perchè penso di fare cosa gradita regalandolo a qualche amico. Spero solo che quel macaco del corriere non lo butti nel giardino come l'altra volta altrimenti (come l'altra volta) il cane me lo rosicchia (evidentemente è piaciuto anche a lui !).
A te e famiglia tantissimi auguri per Natale e.. a presto arrivederci cosi' una copia me la firmi.
Camillo



RECENSIONE N.20
Sig. Giacomo CICCHI                                        06/12/2011
(Agente di Polizia di Stato)


Caro Walter
ho finito di leggere il libro e sono rimasto piacevolmente sorpreso.

Non mi aspettavo che il testo fosse così ben scritto ed avvincente, hai saputo sapientemente trasmettere le tue esperienze e la tua passione, coinvolgendo in modo completo il lettore, seppur come nel mio caso, ignorante in materia. E’ stato entusiasmante vivere con te i ricordi dell’Accademia, delle esercitazione al volo e di tutte le difficoltà superate durante la tua attività da pilota (per non parlare del capitolo sulla guerra del Golfo!!!). Capire come funziona un aereo, un volo, un decollo e tutta quella serie di attività operative descritte, è stato elettrizzante.
Sono onesto nel dire, che io non avevo una particolare passione per la materia, ma durante la lettura, mi sono sorpreso a sognare, di essere anche io un pilota come te, vivendo con trasporto ed emozione quei momenti così avvincenti e ben narrati.

Il libro è scritto in modo chiaro, di facile comprensione e corredato con numerosi dettagli tecnici, che ne impreziosiscono il contenuto, dando così risposta, a tutte quelle domande, che da “non pilota” si hanno. Una fitta rete di ricordi che si intrecciano ed un vortice di adrenalina, trasportano il lettore per tutte le pagine del libro, mentre vengono narrate esperienze di vita molto toccanti, ed attività operative ai massimi livelli.
Senza dubbio un libro eccezionale, complimenti!!!



RECENSIONE N.21
T.Col. Andrea MARRADI                                        13/12/2011

Scrivere un libro sul lavoro più bello del mondo può sembrare “facile”…
Ogni singolo volo è, di per sé, una piccola avventura. Nel caso di un pilota da caccia con trent’anni di attività operativa di avventure da raccontare ce ne sono tante ma quello che ho trovato interessante e diverso, in un già affascinante libro di bellissime avventure aeronautiche, è l’importante e continuo riferimento alla vita “normale” del pilota come uomo. La sua famiglia, le amicizie, le delusioni, le perdite, i sentimenti che anche “piccoli superman” devono affrontare quotidianamente ma che, sono costretti a lasciare “a terra” appena dopo il distacco del carrello, anzi, direi ben prima d'iniziare i “controlli esterni del velivolo”. Non deve essere facile.
Il libro mi è piaciuto e, da ufficiale di FA che non ha avuto la fortuna di raggiungere l’”obiettivo”, ritengo possa essere di grande utilità a chi volesse avvicinarsi a questo straordinario e coinvolgente mondo del volo militare. Forse, a suo tempo, sarebbe stato utile anche a me.
Bravo Comandante!




RECENSIONE N.22
Sig. Mauro CINI                                        29/12/2011
(Ex collega di Accademia)


Caro WALTER ,
ho finito di leggere il libro e devo dire che mi è piaciuto. Mi sono piaciute in particolar modo le  descrizioni dei "gadget" del tornado, ed il loro utilizzo, e le (secondo me) troppo poche descrizioni di missioni operative di pace e guerra, che hanno portato con se dei problemi. Chi è appassionato di aeronautica in generale ama molto la descrizione di eventi di volo, magari vissuti in prima persona. Ho condiviso con quelle pagine, il dolore per la morte di Stefano, a cui sia io che mia moglie eravamo legati durante il periodo delle scuole di volo  Con Stefano abbiamo fatto numerose gite in moto attraverso la puglia. Ti faccio le mie congratulazioni  e  avrò sicuramente bisogno di un'altra copia da regalare a mio cugino che è un grande appassionato e che recentemento ho portato al 20° gruppo. Prima di salutarti voglio rinnovarti un ricordo, cioè quando ci incontrammo sul treno che ci portava a fare l'esame di italiano a Firenze, eravamo io te Costantini un certo Ruta, ed un Certo Turacchi (tutti grossetani), poi segati a Latina. Possiamo dire di esserci conosciuti  dall'inizio...
Un a bbraccio ed un arrivederci a presto.


RECENSIONE N.23
Sig. Gabriele SGRUNFY PARISE                    28/12/2011


C.te Salve,
mi chiamo Gabriele e sono un appassionato di aviazione da sempre... Voglio farLe i complimenti per il suo libro, che ho letto davvero in poco tempo. L'ho trovato interessante ed avvincente non solo perché tratta di ciò che amo tantissimo, il volo, ma anche per i caratteri umani e, sociali che si possono trovare nel suo libro...
La ringrazio sinceramente per averle condivise



RECENSIONE N.24
Sig. Nazareno DARENA                             28/12/2011

(Assicuratore e pilota di deltaplano)

Caro Colonnello Comandante Walter,
ho acquistato il libro. Ho letto solo l'inizio e m'è venuto in mente Vittorio Alfieri che disse: "Volli, sempre volli, fortissimamente volli." Presto ti farò sapere.  Mi ricordo di quando venisti a casa mia a vedere il delta; io ti dissi: Cosa ne pensi? e mi rispondesti: "Il Tornado ha meno elastici!" Quando vieni a Gubbio? Un saluto ed un augurio.
Nazareno Darena ex volatile con deltaplano a motore.

SEGUITO                                                 14/05/2012

Caro amico Walter, faccio seguito a quanto all'oggetto per completare le mie impressioni sul tuo libro. Dopo quanto detto sulla tua passione, riassumo le mie impressioni successive.  L'incontro con il "Re" (F104S), col Ghibli, il primo Tornado poi l'ADV. Ho provato col pensiero ad alzarmi in volo con te (un giorno mi fecero sedere sull'F104) ma avevo sempre l'aquilone del delta sulla testa. Poi alla base di Al Dhafra, le missioni, il missile: ""e intanto Peppe sgancia un po' di Ghaffs ed urla Siiiii!!"" Sensazioni inimmaginabili!! Con la lettura ho provato ciò che provavo più di 50 anni fa, quando col naso all'insù mi appassionavo a vedere il comandante Boranga che volteggiava a Sant'Egidio. Cosa vuoi che ti dica: una minuscola goccia di adrenalina la mia, a bottiglioni la tua! Poi passi all'oblio, ma di seguito all'ultima riga di pagina 434 dici "grazie alla mia Aeronautica" che mi ha commosso come mi commuove ancorra il ricordo di tuo fratello Lucio quando lo salutammo dal prato della Madonna dei Perugini per l'ultima volta.
Grazie Walter di averlo scritto.




RECENSIONE N.25
Col. Pilota Claudio COLLENZ                        30/12/2011

(Ex pilota: 3° Stormo Villafranca, 51° Stormo Istrana e Istruttore SVBAA)
(F104G - G91T - AM-X - AM-X T)


Caro Walter,

finalmente due giorni fa mi è arrivato il libro.......meraviglioso. Ti ringrazio anche per avermi citato, l'ho divorato in 2 giorni (per l'esattezza 1 e mezzo....). Grazie per aver scritto qualcosa di vero, di avermi fatto ricordare leggendolo i nostri stupendi periodi in A.M., ora se lo sai non è più come una volta. Grazie per aver dato un tocco di vera adrenalina a chi non conosce il nostro lavoro. Grazie per la semplicità con cui narri i tuoi momenti vissuti ma con grande ONORE, insomma sei stato GRANDE!
Walter io spero di rivederti magari in qualche raduno di ex o in qualsiasi parte e colgo l'occasione per farti i migliori Auguri di Buone Feste a Te e Famiglia con tutto il cuore.
Ciao Claudio....CHECK SIX ...sempreeeeeeeeeeeeeeeee!




RECENSIONE N.26
Sig. Fabio Massimo SCORANESI                            12/01/2012
(Aspirante cadetto pilota)

Salve Signor Pauselli,
io la volevo ringraziare: Lei, forse, si chiederà il perchè...il perchè è semplice, la ringrazio di aver scritto il suo splendido libro, quasi volevo non finissse piu'. E' stato tremendamente triste arrivare all'ultima pagina....mi ha potuto regalare con la sua esperienza, in campo, delle vere emozioni...un'anticipazione di quello che spero mi aspetterà in futuro volendo entrare in Accademia Aeronautica...Le volevo dire semplicemente questo...



RECENSIONE N.27
Sig. Giorgio GALVANI                                            15/01/2012
(Titolare Ditta AVIONSHIRT - www.avionshirt.com)


Buongiorno Comandante Pauselli!
Inutile dirle che il libro è veramente molto bello e coinvolgente. Sto già rileggendo diversi passi... Non posso che ringraziarla del tanto lavoro e impegno che le deve essere costato. Chissà che non ci regali nei prossimi anni qualche altra sua esperienza...



RECENSIONE N.28
Sig.na Rosangela FIORELLA                                     21/01/2012
(Graphic designer - Autrice della copertina del libro)

Quando mi sono trovata il libro fra le mani, ho immaginato che quello che avrei letto sarebbe stato solo un misto di azione, pericolo e adrenalina, trattandosi delle esperienze di un pilota cacciabombardiere; invece, ho pian piano piacevolmente scoperto che l’anima dell’intero racconto, custodisce nel suo intreccio, anche un sobrio, e mai patetico, sentimentalismo, che lo rende più autentico e meno banale.
Il motivo dominante della narrazione, che da ragion d’essere a ogni pagina, è la stravolgente passione per il volo […hai solo voglia di riuscire nel tuo sogno, ti sei ammalato della malattia più bella del mondo e non vuoi fare nulla per guarire; ti sei semplicemente ammalato di passione di volare]. Ogni periodo, ogni capitolo ne è pervaso, ora dichiaratamente, ora nascosto dietro la muta rabbia di chi non è ha mai abbastanza […presto imparai che restare a terra era come essere puniti, come se mi mancasse qualcosa…].
Con la passione del volo, l’autore saggia anche un’altra forte sensazione: l’adrenalina, che rende il libro vivo e mozzafiato. Alcuni passaggi sono davvero ansiogeni […Peppe controlla le cinghie e stringile forte, abbassa e blocca bene la visiera e preparati al lancio. Ci eiettiamo come si spengono i motori, ti avviso prima e tiro io la maniglia…]. E ciò per fare uno dei tanti esempi. Questo stato di forte eccitamento vissuto giorno dopo giorno, missione dopo missione ha scatenato questa “Lince” facendole vivere interamente la sua passione […Sentire quel prurito nervoso, sentirsi gelare il sangue nelle vene o sentirselo salire velocemente alla testa, stava diventando una condizione di normalità che vivevo quasi ogni giorno…].
L’uomo però, come essere sociale, è al centro di una complessa rete di rapporti affettivi. Ecco quindi che il desiderio di volare si scontra con la normale convivenza fuori del mondo accademico e militare, generando conflitti interiori che nel racconto diventano spunti d’introspezione e riflessione da parte dell’autore […talvolta sembra di vivere due vite diverse ma parallele: un’intrepida, dinamica e rischiosa, che ti affascina e non vuoi lasciare; l’altra di uomo normale con una bella famiglia che ti aspetta dopo il lavoro e che non vedi l’ora di rivedere…]; e ancora [… i figli non si ricorderanno di tutte le volte che ti sei sforzato di stare con loro nonostante la tua stanchezza; ma gli rimarrà bene impresso solo quando sei stato un po’ burbero con loro]. Credo fermamente che ciò che ha reso vincente il protagonista, oltre le capacità psico-fisiche, sia stato il simbiotico rapporto tra l’amor proprio, indulgente forma di egoismo, e l’amore e il sostegno ricevuto da tutta la sua famiglia.
Tutti questi aspetti sono stati rappresentati, in senso figurato, come cortometraggi. Cortometraggi, dalle tinte forti, che entrano ed escono dalla mente del lettore con la giusta velocità, ossia senza trascurare il senso compiuto di ogni evento e il legame dialettico fra i diversi capitoli.
Ciò che non potrei giudicare, mentre, perché profana, è l’aspetto tecnico del libro, consistente ora nella descrizione accurata di un aereo, ora di una missione, or’anche di un tipo di volo o strumentazione. Lo definirei da manuale ma a volte ho dovuto scorrere velocemente alcuni passi. Viceversa, ho trovato decisamente belle le descrizioni dei paesaggi, sorvolati ad alta velocità; ma raccontati con la calma interiore di un poeta. Segno questo che un caccia può rivelarsi anche un mezzo di contemplazione estetica oltre che un complesso strumento di guerra […Vedi i boschi appenninici mutare, dal verde estivo al giallo autunnale e poi dal marrone della stagione morta al grigiore dei tronchi spogli che improvvisamente si ritrovano immersi nella nuda roccia ]. Richiudendo il libro, una vena di tristezza mista a turbamento ha preso il mio animo, inducendomi a pensare a come la vita possa mutare nel tempo, passando dal fuoco giovanile, che da vigore ai nostri sogni, alla matura saggezza che guarda, come dall’alto di una quercia, tutto quello che è stato… ed è stato davvero speciale, se ha permesso ad un uomo di scrivere un libro.
Sperando di aver fatto cosa gradita all’autore, questo il mio tributo di apprezzamento dell’opera, con l’augurio sentito che possa trovare larghi consensi.



RECENSIONE N.29
Comandante Ivano SAMORE'                                  10/02/2012
(Ex 8° Stormo  Cervia 101° Gruppo, Istruttore SVBAA - Velivoli: G91Y - G91T)
(poi: Gruppo Ferruzzi, Canadair e Alitalia LAI)


Caro Walter,
ho letto con molto piacere ed interesse il tuo libro. Una bella testimonianza appassionata della tua grande esperienza professionale. Complimenti per aver saputo concretizzare e trasmettere in modo semplice, diretto, coinvolgente e tecnico la tua passione professione. Leggere accende la fantasia, se poi l'argomento è stato in parte vissuto e condiviso allora la fantasia scatena forte le emozioni dei ricordi. Questo è successo a me. Man mano che sfogliavo le pagine entravo nelle tue esperienze rivivendo anche le mie con un crescendo di emozioni e ricordi. Leggerti è stato  come sentire la tua voce, essere in volo con te come ad Amendola quando facevamo quei bei reciproci istruttori, ricordo quanto ti piaceva stare pancia a terra.
Mi ha colpito molto l'aspetto umano che caratterizza quasi tutti i capitoli, lo condivido. Anche per me la famiglia e il lato umano delle persone sono due fra i valori più alti che la vita ci offre oltre al toccante ricordo di coloro che ci hanno lasciato.
Ti saluto con l'auspicio che il tuo libro possa essere un interessante e concreto stimolo per tutti quei ragazzi che oggi, come noi allora, sognano di poter avere un domani con tanta adrenalina dentro.
Un abbraccio e un sentito grazie per avermi fatto fare un bel bagno di gioventù,
P.S. Un grazie anche per darmi la possibilità di mandare un saluto a tutti gli amici e colleghi del..... bagno di gioventù.


RECENSIONE N.30
Gen.D.A Pilota Fabio MOLTENI                                  14/02/2012
(Ex 4° Stormo  Grosseto 9° Gruppo, poi Pilota Sperimentatore)
(Velivoli: Vari Caccia e pesanti)


Carissimo Walter,
Totò mi ha suggerito di prendere il tuo libro in occasione dell'ultimo pranzo di Corso, svoltosi qualche giorno fà qui a Roma. Devo subito dirti che è stato il secondo libro della mia vita che ho letto in brevissimo tempo - due giorni - dopo quello del Gen. Mario De Paolis, anch'esso autobiografico. Conoscendoti come collega di corso e quindi bene e da sempre, non avevo dubbi che fosse avvincente, deciso e diretto e che riuscisse a trasmettere quello che noi tutti sentiamo, assaporiamo e patiamo quando andiamo "per aria". Hai saputo, magistralmente, far comprendere la nostra passione, quasi una fede, mai completamente accettata da chi vive vicino a noi e da chi, questa passione, inspiegabilmente, non ha. Sarà per l'età che avanza inesorabilmente verso il mio LIC - e qui ci vorrebbe una delle tue fantastiche note a piè pagina per spiegare che cosa vuol dire questa sigla ai "profani" - sarà perchè l'esperienze di vita ci "formano", la parte che mi ha fatto letteralmente commuovere è quella dove parli di tuo fratello Lucio del quale ho un bellissimo ricordo quando lo conobbi piccolo, nella tua Gubbio, ben trentacinque anni fà. Pendeva letteralmente dalle tue labbra, eri un mito per lui. Non ho avuto nè fratelli e nè sorelle per cui, quella parte, conoscendo la tua famiglia d'origine, come peraltro anche quella - bellissima - che ti sei costruito, mi ha colpito particolarmente: è uno splendido brano di letteratura, esemplare per intensità, di vero ed incondizionato affetto famigliare. Fammelo affermare con forza; tu sai che ne ho letti di libri. Quello che non sanno e non sapranno mai i tuoi lettori è come in realtà sei tu: il libro, ancorchè uno dei più belli esempi di letteratura aeronautica mai scritti, almeno in Italia, non riesce a trasmettere tutto il "Walterone" cui, tutti quelli che ti hanno conosciuto, senza eccezioni credimi, vogliono bene. Perchè i tuoi difetti sono parte integrante di te. Questo lato di Walter rimane con noi e fra noi, anzi ne siamo gelosi. Ma il resto del libro? Gli aeroplani? L'aerodinamica? Le missioni operative? Vanno bene. Anzi benissimo. Lo hai fatto con il cuore prima che con la penna e con il cervello, non poteva che venire così coinvolgente, in alcuni brani addirittura travolgente. Quando presentai in volo per la prima volta in "società"  l'AMX, nel lontano 1989 a Pratica di Mare, capii che il display lo facevo per me e per lui. E per nessun altro, che non avrebbe capito. Tu hai fatto altrettanto con il tuo libro, ma lo hai condiviso con tutti noi. Sei stato più bravo di me.
Un abbraccio forte ed a presto,
Tuo Fabio.



RECENSIONE N.31
Sara Pauselli                                                        24/02/2012
(Figlia Autore)

Ciao Papà,
il libro personalmente l'ho ritenuto interessantissimo prima di tutto perché ci sono nozioni spiegate in modo molto chiaro e quindi approcciabili un po’ da tutti i tipi di lettori, ma soprattutto perché riguarda esperienze che coinvolgono te. E' stato molto emozionante vivere tra le righe le tue situazioni, sia dal punto di vista professionale che psico-fisico, le hai raccontate in un modo che mi ha permesso di sentirmi lì con te in quel momento ed a volte mi è anche sembrato di trattenere il respiro! Che emozioni devi aver provato in quel cockpit! Queste pagine poi mi hanno aiutato anche a capire meglio tante fasi della nostra vita familiare, che quando si è alte meno di 1 metro e 50 sono viste in modo diverso e a volte troppo semplificato .... e quando si è un pochino un po’ più grandi sono viste in modo troppo complicato. Mi piacerebbe in un futuro, se dovessi pensare ad una seconda edizione, leggere di più riguardo al "capitolo" Accademia e soprattutto quella di quei tempi. Aspettando il seguito ti faccio i miei più grandi Complimenti!!
Un grande abbraccio a te ed alla Mamma!



RECENSIONE N.32
Pasquale Sansone                                                 06/03/2012

Ciao Walter.
dalla lettura del libro traspare senza ombra di dubbio la vita di un pilota militare, o meglio, la vita di una persona dedita al proprio lavoro con spirito di sacrificio e convinta motivazione. Traspare da queste pagine le sensazioni del volo, del poter liberarsi nel cielo su di macchine fantastiche e tecnologicamente avanzate, il dolce fondersi con il proprio aeroplano, compagno di avventure e disavventure che lasciano nella propria mente un ricordo indelebile.
Nutro profondo interesse negli aspetti tecnici legati al mondo del volo, divulgati in maniera molto semplice e con ampio respiro logico.
Un libro semplicemente perfetto. Un grazie a TE per aver ampliato  ancora di più il mio bagaglio di conoscenze sul mondo del volo.
Un abbraccio, Pasquale.   




RECENSIONE N.33
Andrea Millocco                                                         05/03/2012
(36° Stormo  Gioia del Colle 12° Gruppo - Velivoli: F104S)

Bellissimo Libro. Soprattutto la prima parte...le scuole di volo e l'arrivo a Gioia del Colle....le ho rivissute e mi hanno veramente emozionato, anche se purtroppo la vecchia lotta Strali-Linci non si può più fare...ormai a Gioia dominano gli intercettori... :-) Complimenti ancora,
STRALE 12



RECENSIONE N.34
Donatella Pauselli                                                      28/03/2012
(Sorella Autore)


Walter,
recensire un libro scritto da un famigliare, un fratello nello specifico, non credo sia cosa facile, non fosse  altro che qualunque commento potrebbe sembrare viziatamente  “di parte”, tanto nell’apprezzamento quanto nella critica. E non sarà dunque questo che affiderò alle mie parole. Ma non potendo né soprattutto volendo, per ragioni affettive, tacere di fronte a quello che è un vero e proprio “evento di famiglia”, mi concedo, per così dire,… di “dire la mia”.
Ancorché di riflesso, molto di riflesso ben inteso!, anche io, quale componente della nostra famiglia di origine, ho vissuto la tua storia aeronautica, se non proprio gli albori di una passione di cui parlavi a papà e mamma, non certo a noi fratelli più giovani, ma di cui coglievamo i segni in quegli aeroplani in miniatura che assemblavi e dipingevi con tanta cura.
L’ho vissuta attraverso le tue assenze, i tuoi ritorni a casa – talvolta di pochissime ore -, attraverso i silenzi di papà che, chiuso nello studio, cercava di contrastare le sue emozioni con la musica, nascondendo le lacrime con gli occhiali scuri. L’ho vissuta negli amici che spesso portavi a casa, nelle novità di carriera che di volta in volta ti seguivano nei tuoi rientri, nella divisa e in quell’aquila dorata che stava prendendo il volo.
E poi, l’ho vissuta anche con gli occhi stupiti e affascinati con cui ti guardava, dal basso all’alto, il piccolo di casa, Lucio. E con l’orgoglio che da allora ha sempre accompagnato i miei racconti di te e delle tue “ali”, ogni qualvolta se ne fosse presentata l’occasione, ma a dire il vero anche quando ero io stessa a creare l’appiglio giusto. Che posso dire, è come se quell’aquila fosse un poco anche mia, anche nostra, un distintivo che ha allargato le sue ali sulla famiglia intera.
La consapevolezza di un percorso di vita per niente facile, in cui non era solo il sapere tecnico a farla da padrone ma, ritengo in misura maggiore, era la necessità di forgiare un carattere che potesse dominare la macchina, la paura, il pericolo, il tempo di analisi e di sintesi…tutto questo è evidente nel libro, e per chi ti conosce bene è evidente anche nella vita.
Che il libro si proponga di fendere in merito le nebbie della conoscenza anche tecnica di quanti vogliono, o vorrebbero, avvicinarsi a questo mondo, è chiaro. Che con esso possano fiutare l’atmosfera fortemente passionale e visceralmente seria di un lavoro che prima ancora d’ essere affascinante è imperioso, è altrettanto chiaro. Che il fluire della tua aneddotica sarà occasione per chi ti è collega di riportare i loro ricordi alle scariche “adrenaliniche” più o meno lontane nel tempo, credo sia cosa certa.
Ognuno di loro, che s’incammini ora sulla “strada del pilota” o che di quella sia giunto alla fine, ti sarà grato per aver dato voce anche, e soprattutto - a mio parere -, alla dimensione emozionale di un “vivere al limite”, e ai limiti. Un vivere non alla portata di tutti.
Ma a me pare altrettanto chiaro che il libro, o meglio il raccontarti nel libro, riveli l’approdo ad un momento catartico, in cui le inevitabili tensioni di una vita adrenalinica si liberano, prendono un volo stavolta diverso, guidate da una briglia istintiva che non si cura dell’ordine cronologico ma s’arrende al sorgere spontaneo del ricordo, né dimentica il vero linguaggio vissuto.
Tutto a favore peraltro della fruibilità del libro sia da parte di chi è del settore sia di chi non lo è, perché è godibile e scorrevole a dispetto dei tecnicismi e delle inevitabili note a piè pagina.
Se da un lato tu dici che l’idea di questo libro ti fu data da Lucio, dall’altro io aggiungo che tu, nel tuo profondo, hai proprio cercato Lucio in questo libro.
Rivivendo la tua vita di pilota è come se ne avessi vissuta una parallela insieme a lui!
E…….quella “singolar tenzone” giocata nei cieli italiani con colleghi stranieri cui dirigesti il saluto finale col “battito d’ala”….chissà che tu, nel tuo cuore, non l’abbia vissuta proprio con Lucio!
Sono certissima sia stato così.  E mi commuove il pensarlo.
Un abbraccio.



RECENSIONE N.35
Raffaello Carteny                                                     12/04/2012
(appassionato di volo)


Ho finito il libro, l'ho trovato interessantissimo e coinvolgente ! Un paio di volte ero così coinvolto dalla lettura che ho anche rischiato di saltare la fermata del treno. Un sentito ringraziamento per avere voluto condividere le sue più intime emozioni con tutti gli appassionati di aviazione !




RECENSIONE N.36
Donato Taranto                                                    13/04/2012
(appassionato di volo)


Libro interessante molto bello, non leggevo un libro così dal 1989 IL VOLO DELL'INCURSORE unica differenza che CONVIVERE CON L'ADRENALINA narra avvenimenti reali, molto tecnico. E' piaciuto anche a mio figlio 16enne anch'egli appassionato di aerei. Davvero COMPLIMENTI!.




RECENSIONE N.37
Alessandrro Pollace                                                   20/04/2012
(appassionato di volo)


Buongiorno Walter,
Permettimi di darti del tu viste le bellissime ore che ho trascorso leggendo il tuo libro. Ti ringrazio per i bellissimi racconti che hanno permesso ad un appasionato di volo che si è trovato tra i tanti scartati alle selezioni per "pochi decimi di vista" di vivere le esperienze di chi invece è riuscito a coronare il sogno di diventare un pilota militare. Oltretutto una parte importante della tua carriera è stata insieme all'Orso......proprio il velivolo che per me da ragazzo era quello che probabilmente per te era il Re che passava sopra la tua valle; quante volte ho sognato di essere in una notte buia e piovosa a meno di 200 ft aggrappato all'istinto e al TFR.....
E' stato bello, pur non essendo stato in AM, ritrovare alcune persone che ho incontrato nel corso della mia breve esperienza da pilota privato e perito aeronautico, in particolare quello "sceriffo" tuo compagno di corso chiamato Irnerio...con quel nome non può essere che quello da me conosciuto come Magg. Consonni.......buffo scoprire che una tigre tanto orgogliosa abbia un passato segreto tra gli strali.....
Grazie soprattutto per aver condiviso questa tua esprienza e per aver servito l'Italia in tutte le occasioni in cui ti è stato chiesto, immagino non sia stato facile...in un paese nel quale per qualche giorno ci sono stati 56 milioni di commisari tecnici improvvisamente esperti di rifornimento in volo e misssioni BBQ......
Inutile dire che se volessi scrivere qualche altra pagina è attesa ansiosamente.




RECENSIONE N.38
Mario Colombo                                                    21/04/2012
(appassionato di volo, AAA di Como)


Complimenti Colonnello,
leggendo il suo libro, molto bello, mi ha trasmesso una parte di adrenalina da Lei vissuta, detto da uno che abita a Como e che ogni tanto vola con amici piloti su idro o anfibi.... ma con il suo libro, fatto molto bene, si può provare una parte di adrenalina da Lei vissuta. Complimenti, ma se mi è permesso.... Lei è proprio un gran bel manico... sceriffo.
Un affettuoso abbraccio.




RECENSIONE N.39
Fabrizio Segrè                                                    16/05/2012
(Comandante Compagnia aerea )

Buongiorno Comandante.
Ho appena finito di leggere (anzi di “divorare”) il suo bellissimo libro e colgo il Suo invito a contattarLa  per un commento.
Innanzi tutto però mi presento.
Mi chiamo Fabrizio Segrè, ho 48 anni e sono un “purosangue” emiliano, essendo nato (e vivendo tutt’ora) a Reggio Emilia. Di professione faccio il pilota ma – molto modestamente – mi accontento di scorazzare a destra e a manca su un “executive” (Learjet) di una compagnia di Milano. Ho speso parecchi anni in linea (Alpi Eagles, Fokker100), dopo la classica “gavetta” di tutti i civili (Aero Club, istruttore, copilota “di supporto” su vari aeroplani privati e finalmente l’assunzione in compagnia). Ho percorso tutta la carriera (che per i civili vuol dire sovrapporre ad una ad una in sequenza le strisce sulla manica della giacca fino ad arrivare a contarne quattro…..e negli anni, quando i capelli cominciano ad essere grigi, ad aggiungere anche la “stella”) fino ad essere –attualmente- anche istruttore ed esaminatore con circa 8500 ore (tutte o quasi di autopilota……..ma tant’è). Tanto per non farsi mancare nulla mi sono anche laureato in ingegneria aeronautica al Politecnico di Milano (quella vera, quella “seria” di tanti anni fa quando il corso era veramente selettivo e la laurea era di cinque anni, non come oggi che con tre anni e una montagna di “esamini” di proclamano “Ingegnere di Primo livello”………….sarebbe come se in A.M. un corso d’Accademia lo portassero ad un anno scarso e alle scuole il BPM lo dessero in tre mesi…….). Insomma, come avrà capito sono veramente un “malato” di questo lavoro (lavoro? No: una passione coinvolgente per la quale qualcuno mi paga pure: spero che non si accorga che potrei farlo anche gratis perché sennò morirei di fame…) che spero di fare fino all’ultimo giorno possibile, e anche oltre.
Come tutti i “malati” aeronautici ho tentato anche io la via dell’Accademia (correva l’anno 1983…il corso era il Centauro IV) senza successo: ma ero preparato. La natura mi ha dato tanti pregi (sono alto, bello……..sto scherzando) ma anche una bella miopia che mi ha impedito di fare il pilota militare. (magari non vi sarei riuscito comunque anche se avessi avuto 10/10, ma di di questo nessuno puo’ avere certezza).
Fine della presentazione (un po’ logorroica magari…..) e veniamo al libro.

Nel suo libro ho apprezzato tutto, ma proprio tutto e a questo punto avrà capito anche quanto abbia condiviso certe sue considerazioni (a partire da quelle sulla selezione del personale). La cosa certamente di maggior pregio e’ l’essere riuscito perfettamente a “portare” virtualmente il lettore nel cockpit del 104, del Tornado, dell’AMX facendo condividere i problemi, le situazioni e le difficolta’ del volo militare. Forse (e sottolineo forse) un lettore non prettamente “tecnico” (ma si suppone che il libro sia destinato ad un pubblico aeronauticamente acculturato) potrebbe talvolta trovarsi in difficoltà di fronte ad alcune disquisizioni tecniche (come ad esempio il paragrafo dedicato alle problematiche sulla stabilità, tanto per citarne uno), ma il pregio del libro e’ anche questo: non solo una raccolta di ricordi (come decine di altri libri di Suoi colleghi che ho avuto il piacere di leggere), ma un trattato introduttivo alle problematiche del volo militare.
Un altro aspetto che ha toccato le “corde” dell’anima sono quattro nomi: Tiziano Montinaro, Edoardo Costa, Alberto Cunegatti, Camillo Caliari

Ero da poco stato a visitare Ghedi, era l’80 o l’81 e mi ricordo i 104 del 6° con ancora la livrea “sgargiante” di quegli anni, i numeri bianchi grandi e visibili e il diavolo sulla coda e lo scudetto del 154  sulla presa d’aria. La linea di volo era impressionante, e tutti questi spilloni allineati erano uno spettacolo. Da lì a poco ebbi modo di leggere un articolo su una rivista scritta in memoria di un pilota del 6° che in quei giorni era caduto. Era il Ten. Montinaro. Mi ricordo che l’articolo lo scrisse la sua mamma. Lo conservo ancora (sepolto nelle migliaia di libri della mia biblioteca) perche’ mi fece venire le lacrime agli occhi. Fu proprio commovente per lo stile ma soprattutto per l’orgoglio che questa donna volle trasmettere nello scritto: nonostante avesse perso un figlio.

Qualche anno prima avevo conosciuto  il Capitano Edoardo Costa. Ero a Rimini e come tutte le estati passavo il tempo sotto la tettoia del bar situato in testata 31. Al mattino eravamo già li prestissimo (7 / 7,30) e ci godevamo l’andirivieni dei 104 del 5° stormo (per lo piu’ era il 102 che volava tanto, il 23° molto meno). Facevamo anche attivita’ ginnica nel senso che – sfidando i divieti – facevamo foto a piu’ non posso degli aerei in decollo ed in atterraggio e ogni tanto la campagnola dei carabinieri ci costringeva a darcela a gambe per la minaccia di essere arrestati come spie di oltrecortina. Non credo che come spie ci prendessero molto sul serio (avevamo 15 / 16 anni) ma il dovere e’ dovere e ogni tanto la benemerita passava dal bar e ci sequestrava i rullini………….Un bel giorno un signore si mise con noi a fare foto e in particolare notai un certo fremito all’apparire di una “flight” di spilloni del 102 che si apprestavano al decollo. Chiaccherando del più e del meno scoprii che il giglio era su uno di quei 104 e si chiamava Costa. All’ora di pranzo i piloti vennero dal “Baffo” (era il nome del bar) a farsi una piadina. Fu così che attaccai bottone e conobbi il Capitano Edoardo Costa.

Camillo e Alberto invece rievocano ricordi  decisamente più allegri e piacevoli: sono due carissimi amici e colleghi con i quali ho condiviso tante a tante ore di volo sui Fokker 100 dell’Alpi Eagles. Alberto “Kune” e’ stato mio istruttore ed esaminatore: me lo sono goduto al corso comando (primo periodo) nel 2004: il suo briefing iniziale fu all’incirca di questo tono: “SE CAPIRO’ CHE DI TE POTRO’ FIDARMI A METTERE SUL TUO AEREO MIA MOGLIE E I MIEI FIGLI, ALLORA TI PROMUOVERO’; SE AVRO’ DEI DUBBI, TI SEGHERO’: CHIARO ?” Il discorso non faceva una grinza !!!! Devo dire che mi ha fatto un culo così; ci sono stati momenti che avrei veramente voluto mandarlo a quel paese, ma capivo che Lui stava provando a fare breccia nelle mie debolezze e provocandomi cercava di portarmi a  “rottura” in qualsiasi modo. Non ci è riuscito e – quando a corso comando finito lo chiamai per dirgli che ero passato – lui mi disse “SAPPI CHE SUL TUO AEREO LA MIA FAMIGLIA CE LA METTO”: fu una grande soddisfazione !!! Camillo – che lo conosceva bene dai tempi dell’AMX – mi diceva che al reparto avevano coniato il detto che “il KUNE è la nuova unità di misura della durezza; ma siccome  - così come lo zero termico kelvin – 1 KUNE è un valore assolutamente teorico ed irraggiungibile, si utilizza solamente il “MILLI KUNE”…..questo per farmi capire come il buon Alberto, quando ci si metteva, sapeva veramente essere tosto !!!!!

Camillo e’ una delle persone piu’ fantastiche che abbia conosciuto. Arrivò da noi che non era più un ragazzino e si mise con una umilta’ impressionante ad imparare “il mestiere” con UNA STRISCIA (Copilota di seconda). Addirittura volammo insieme (io Comandante e Lui Copilota) e mi ricordo che il vedermelo a destra mi fece provare un grande imbarazzo. Gli dissi “dai Camillo, scambiamoci i tubolari perchè tu le quattro botte le meriti molto più di me..”. Lui rise e con la sua grandissima signorilità mi mise a mio agio “nel ruolo”.

Bene, Colonnello. Mi scuso per questa lunga dissertazione spesso anche fuori tema……cioè il suo libro): ma tutto quello che ho letto nelle sue pagine ha scatenato in me valanghe di ricordi, sensazioni e ………un pizzico di invidia per chi è riuscito a mettere su “l’aquila con la torre”.
Spero di sentirla e – magari un giorno – di conoscerla personalmente.
Rinnovo i miei complimenti e mi auguro anche di vederla all’opera come scrittore su qualche altro libro: la buona penna non le manca !!!
Ciordiali saluti



RECENSIONE N.40
Flavio Fasoli                                                    22/05/2012
(Appassionato di volo )

Salve Col.Pauselli
come d'accordo mi rifaccio vivo. Le scrivo solo ora ma in verità il suo libro l'ho "mangiato" in quatro giorni. Ecco la mia "recensione" (molto, molto modesta....)

Bellissimo! Semplicemente bellissimo....Potrei dirLe tantissime cose ma non farei che replicare alla virgola, tutti i commenti del suo pubblico. Sono bellissime la sua franchezza ed umanità. Se queste traspaiono da un libro, ritengo fortunatissimi i suoi colleghi che hanno potuto apprezzarle di persona. Per la struttura del libro non ho la competenza per giudicarla e penso che per libri cosi intimi non si debba neanche fare. Attendo con ansia un proseguimento, di qualsiasi genere e forma, basta che si lasci andare come ha fatto con questo.
Grazie per averci reso partecipi.
Detto questo, non posso che farLe i complimenti per la sua carriera e ringraziarLa per la sua abnegazione e senso del dovere. Purtroppo queste non sono patrimonio di chi ci governa ma fortunatamente di tanti che "stanno sotto". Mi preme dirglielo perchè la stessa frustrazione che forse Lei ha provato nel Golfo o per la vicenda assurda del Magg.Bellini, la capisco benissimo in quanto artigiano con sette dipendenti:è durissima;tu cerchi di fare al meglio il tuo dovere ma lo stato (con la esse minuscola) non lo riconosce. Mi scusi lo sfogo....
Spero di conoscerLa personalmente o, se ha piacere, poter scambiare ogni tanto "due chiacchere" via mail.
Grazie.



RECENSIONE N.41
Giancarlo Mariotti                                                    24/05/2012
(Appassionato di volo )

Giancarlo ha scritto: "Una lettera come ad esempio questa del sig. Nazareno Darena io non saprei mai scriverla, non avendo mai volato in vita mia se non da passeggero. Ma provo stima, moltissima, ed ammirazione verso persone come voi che con queste bellissime macchine - elastico più od elastico meno - sono capaci di muoversi nell'aria e disegnare con il volo figure che io non sarei capace di eseguire neanche immerso nell'acqua. E questo mio limite mi fa tornare in mente quella pubblicità in cui un ragazzino gioca con appeso ai fianchi un simulacro di aeroplano fatto di cartone: a me resta soltanto quello. Ma penso che continuerò a guardare all'insù, mai sazio, ogni aereo od elicottero o deltaplano che passerà in cielo. E di una cosa anch'io, fra le tante, riguardo al Colonnello Walter trovo conferma nella lettura del libro, con intima soddisfazione, ed è quel senso di appartenenza alla "sua" Aeronautica: un legame intimo irrinunciabile che premia sempre ciò che si è fatto nella vita con dedizione totale per una causa o per un proprio "sogno". Un saluto al sig. Nazareno ed all'amico Walter Pauselli."




RECENSIONE N.42
Aurelio La Monica                                                   30/05/2012
(Appassionato di volo )

Buonasera Col. Pauselli, ho letto con vivo interesse e piacere il suo libro. Come altre analoghe opere, il suo racconto consente di percorrere un lungo periodo di attivita' dell'AM arricchito però da richiami tecnici che consentono di "vivere" l'esperienza di volo in modo partecipativo, senza trascurare gli aspetti umani dei protagonisti, conservando una prosa scorrevole che invita la lettura tutto d'un fiato. Ho consigliato  il volume agli amici che, con me, condividono l'interesse per l'aviazione e l'AM in particolare. 
Cordialmente.



RECENSIONE N.43
Mattia De Carli                                                       10/05/2012
(Appassionato di volo )

Quando ho aperto il pacco ho notato subito la quantità di pagine ed ho pensato: "Finalmente qualcosa di sostanzioso! Bene, facciamo un bel tuffo nell'adrenalina!" Ho letteralmente divorato le pagine trovando l'opera molto interessante tecnicamente ed umanamente, aperta verso il pubblico con riflessioni e considerazioni della vita di ogni giorno come si stesse chiacchierando con l'autore. L'assenza di fotografie non è un problema, il racconto nella mia mente ha creato proprio un bel "film"! Leggendo il racconto ho potuto sentire i G e i suoni del volo: il sibilo del '104, la botta del J79, il carrello che toccava pista, l'RWR del Tonado, lo sgancio delle Mk...
La ringrazio di aver condiviso con il pubblico la Sua vita da Pilota A.M.
Distinti saluti Colonnello.



RECENSIONE N.44
Baffino Patrizio                                                      25/06/2012
(Appassionato di volo )


Ciao Walter,
ho comprato il tuo libro, in 4 gg l’ho quasi finito, scorre bene e le nozioni tecniche secondo me non sono pesanti, anzi sicuramente fanno da catalizzatore per una futura utenza del settore allargando il successo del tuo libro. A me piace leggere argomenti tecnici perché rendono più l’idea degli eventi da te vissuti. Mi è rimasto impresso il capitolo riguardante il Monte Cucco e il Catria, provo a dare una mia interpretazione del luogo, forse il teatro dell’evento è stato Fonte Avellana? Se cosi fosse hai perpetuato il "Rombare dei tuoni descritti da Dante al riguardo dell’eremo" e sicuramente se cosi fosse stato "Baldino" è stato determinante insieme alla tua proverbiale destrezza. Che dire, che sei un osso duro lo sapevamo da sempre, noi come tutto Gubbio e tutto il mondo oggi. I miei fratelli hanno detto di volerlo comprare (il libro)...io il mio non glie lo do di sicuro e spero che me lo autografi in futuro. Ricordo una mattina che andavo in posta...era verso il 2000 e ti vidi fare le 3 girate sopra il teatro Romano (una di sicuro credo averla vista con volo rovescio) e poi arrivasti da sud ovest e su in alto con quel rateo di salita a cui tu tieni tanto nei racconti con looping e direzione finale verso Nord-est non avevo mai visto tanta potenza di motore e di umano impeto. Al pomeriggio invece ero vicino Sant. Ambrogio e i post bruciatori con i suoi anelli di condensazione (visti da me) spiegatimi poi dal nostro caro Lucio, mi fecero attivare il "plesso solare" per circa 10 minuti. Credo che il Generale del Bottaccione si divertì di più. A me gli aerei son sempre piaciuti da quando da piccolo trovai un libro di mio padre con tutti i modelli della seconda Guerra Mondiale. Alle elementari sapevo disegnare il Boeing B17 alla perfezione con tutti i suoi armamenti.  
Ciao grande!! 



RECENSIONE N.45
Messina Vincenzo                                                      19/07/2012
(Appassionato di volo )

PARTE 1

Preg.mo Col. Pilota Walter Pauselli,
io vorrei tanto farle sapere che dopo la lettura di questo bellissimo libro non riesco a prendere sonno. Non sapevo che l’adrenalina si potesse trasmettere con un libro. Ho già inviato un messaggio con i miei primi pensieri sulla pagina facebook Convivere con l’adrenalina. Non sono un pilota ma di certo sono da sempre attratto dai caccia. Tutt’ora, al sentire il “rumore” in aria, non riesco a non alzarmi dalla mia scrivania e correre sul balcone per provare a vederli come fossi un bambino. In realtà sono un geometra libero professionista, topografo, con studio tecnico in proprio e socio titolare di una società di ingegneria. Mi occupo principalmente di opere pubbliche. Sono sposato e padre di due bimbi. Qui di seguito riporto il mio primo commento già inviato su facebook, ma sinceramente non so quante cose vorrei scrivere. Non ricordo di essere mai stato galvanizzato da un libro o meglio da una Persona la cui grandezza d'animo (mi permetta) si coglie nella lettura di questo libro. “Convivere con l’adrenalina”. Non immaginavo che comprare questo libro avrebbe arricchito la mia teca di un valore tale che forse la somma di tutti i libri in essa contenuti non lo eguagliano. Da quando ho avuto il prestigio di incontrare, presso il 37° Stormo (1996/1997), alcuni piloti di caccia del 18° Gruppo Volo tra cui il Comandante, ho sempre sostenuto “di aver incontrato Uomini apparentemente normali, semplici e gentili ma in realtà Uomini fuori dal comune, con doti innate al disopra dell’eccellenza, prescelti per questo lavoro” e questo libro personalmente me ne da ampia conferma. Ricordo, ancora oggi, gli incontri e le parole del Comandante che mi hanno trasmesso tanta determinazione ed una grande voglia di realizzare le proprie ambizioni. La lettura di questo libro è di quelle da fare tutto ad un fiato (bellissimo). Scritto da un pilota che ha confezionato un libro con una dizione e forma, come fosse un ordinario di lettere o uno scrittore affermato, così scorrevole, lineare ed affasciante tale da far vivere intense emozioni anche a chi non le ha direttamente vissute. Personalmente ritengo che questo libro, oltre ad essere probabilmente una pietra miliare nel settore degli “addetti ai lavori”, è sicuramente un motivo di positiva riflessione, un impulso a fare bene e con determinazione tutto quello cui siamo chiamati nel lavoro e nella famiglia. Spero che questo mio messaggio non sia in qualche modo di disturbo alla sua Persona.


PARTE 2


Sono semplicemente contento ed onorato di vedere inserito il mio commento sul libro CONVIVERE CON L’ADRENALINA nella pagina del suo Autore.
Elargire complimenti potrebbe sembrare cosa semplice e di poco conto, ma scriverli ad una persona di...
tale levatura personalmente non mi è così scontato. Ho letto sul Col. Pauselli apprezzamenti eccelsi, espressi da autorevoli Ufficiali e da persone altamente qualificate ed esperte del volo militare. Il mio commento sopra riportato non è nulla di ciò. Di certo posso esprimere un sereno elogio a “Convivere con l’adrenalina” poiché è veramente un libro bellissimo, intenso, professionale, e pieno di umanità.
Riflettevo ad esempio che la TV sovente è piena di talk-show dove tanti esperti o pseudo tali, parlano della famiglia dei rapporti genitori figli, dispensando valutazioni, consigli e terapie. A mio parere, questo libro anche se in forma indiretta (di certo non mirata)  coglie il senso ed il valore della famiglia (moglie - figli  - genitori) in maniera assai più realistica di tante ore di TV ecc….
Sono sicuro che a tante persone (piloti, aspiranti tali e persone comuni) questo libro è risultato motivo di positive riflessioni e di rinnovata grinta nella battaglia quotidiana che è la vita. Personalmente, nel mio mondo professionale cerco sempre di non essere mai secondo a nessuno, ciò comporta, oltre che un intenso lavoro,  continui approfondimenti (basti pensare che le norme sono sempre in evoluzione e mutamento). Avvolte tutto ciò, unito alle esigenze della famiglia, diventa difficile ed estenuante. La lettura di questo libro, nonché la forza e la determinazione in esso contenuta, ravviva la voglia e la determinazione di non fermarsi mai.
Forse mi sto dilungando troppo, ma volevo soltanto aggiungere un’ultima considerazione, e cioè che dopo diversi giorni dalla lettura sono ancora qui a chiedermi come un libro, con così tanti contenuti tecnici, possa risultare di così facile lettura senza mai essere noioso o dispersivo. E’ proprio un libro da consigliare e personalmente uno spunto per qualche regalo di qualità per le prossime ricorrenze.
Cordiali Saluti.





RECENSIONE N.46
LUCCI Federico                                                           05/08/2012
(Concittadino e appassionato di volo)


Gentilissimo Walter,

non ci conosciamo di persona ma è dal 1991 che io so chi è Walter Pauselli! Facevo la medie e durante il periodo del primo attacco nella Guerra del Golfo ero a casa con la classica influenza da studente, un po vera un po cercata. Ricordo di aver seguito tutti gli speciali dei neonati TG delle reti commerciali e, anche se non capivo proprio tutti i termini che i giornalisti sbandieravano a suon di edizioni straordinarie, mi affascinava l'importante ruolo che i piloti italiani stavano assumendo ora dopo ora. Qualche giorno più tardi, a influenza passata, parlando con il mio amico di infanzia Antonio Giamagli, seppi che suo padre Arnaldo conosceva molto bene uno di quegli uomini che stavano rischiando la vita, uno di quei militari che a me piacevano tanto nel loro ruolo silenzioso e protettivo. E la rivelazione più grande fu che quel pilota era della mia stessa città. Da quel giorno ogni Tornado che è passato sopra la mia testa mi ha posto l'interrogativo se sopra ci fosse “quel signore di Gubbio” che poi nel tempo ho scoperto essere il papà di Sara e oggi il suocero di due Giacomo con i quali ho passato bei momenti da piccolo! Ho saputo dell'uscita del suo libro perchè mio padre ne stava parlando con Euro Vinti ma non sono riuscito a venire alla presentazione. Ho “rubato” però il libro a mio padre e ho cominciato a leggerlo durante un volo Londra-Vancouver nel giugno scorso. Leggere un libro che parla di volo, di adrenalina e di emozioni in alta quota quando anche tu sei sospeso in aria è davvero una full immersion nel tema, un modo per capire ancora di più chi l'ha scritto e tradurre quelle sensazioni raccontate. All'andata ne ho letto circa metà; l'altra metà l'ho volutamente ripresa dopo sette giorni per il viaggio di ritorno! Tutto il libro in diciotto ore circa. E' stato un lavoro duro, da neofita, intrecciare racconto e note tenendo il saldo filo del discorso ma ho apprezzato la semplicità del racconto che mi ha emozionato al punto di avere la pelle d'oca in alcuni passaggi. E non è la prima volta che leggo qualcosa che ha scritto lei: leggo con piacere i ricordi della mitica "Muta che stende", raccontatami più volte anche da quello che mio padre ritiene un fratello acquisto, Carlo Calzuola...Chattanooga per tutti. Altri tempi è vero, ma sempre le stesse emozioni vissute sotto la stanga...con la pisciarella prima di entrare! Quest'anno ci siamo “sbattuti” per caso in via XX Settembre il pomeriggio dei Ceri grandi. Ero come tutti gli anni da Cornazzani aspettando il mio San Giorgio e da buon ceppo davanti con l'occhio lungo guardavo anche dietro per vedere se qualche sciagurato turista si fosse appostato per fotografare un “budello di corsa” velocissimo. Stavo per dire di fare attenzione ad un signore alto e vestito di nero ma poi l'ho riconosciuto e mi sono detto “Federico, Walter Pauselli conosce da più tempo di te le Festa dei Ceri!”. Sono entrato sotto la stanga, rassicurato dalla sua presenza, con lo stesso animo del bambino che si sentiva protetto dai militari del Golfo. Avrei potuto stringerle la mano e conoscerla finalmente dopo tanti anni di fantasie sul suo lavoro e sui passaggi del Tornado a Gubbio ma...la pisciarella me l'ha impedito! Oggi ho voluto rubarle del tempo e mi sono permesso di chiedere il suo indirizzo a Giampaolo perchè dopo aver letto il libro ho capito che era ora di provare ad incontrarla, anche solo via mail, esaudendo quel desiderio di ringraziamento per quello che ha rappresentato in tutti questi anni per me, probabimente un mito. E a raccontarlo mi sento ancora un bambino; questo forse è l'aspetto che più mi fa sorridere!
Graze per il tempo che mi ha dedicato e complimenti ancora per il libro.





RECENSIONE N.47
ATTANUCCI Alessio                                                 23/08/2012
(Appassionato di volo - Presidente club Freccie Tricolori di Gallarate)


Buongiorno Col. Pauselli,
Durante le mie tanto attese vacanze, a mente assolutamente sgombra, ho avuto modo finalmente di gustarmi il Suo libro. Devo farLe decisamente i miei più sentiti complimenti per l'opera, è eccellente, mi è piaciuto molto. Sfogliandone i capitoli mi pareva proprio di esser lì con Lei nel cockpit a vivere quelle emozioni, e sentirne l'adrenalina. La ringrazio per aver pensato di trasmettere a noi appassionati e ammiratori  dell'Arma Azzurra la Sua esperienza di volo e, non di meno, umana. Un libro così mancava, grazie! Ora, essendo Presidente di Club FT, nella mia prossima riunione, per i miei soci farò una piccola recensione della Sua opera. 
Grazie ancora.


RECENSIONE N.48
TOSTI Mario                                                             16/09/2012
(Appassionato di volo)

Al colonnello pilota Walter Pauselli
Ho avuto modo di leggere il suo libro “Vivere con l’adrenalina”, segnalatomi da Franco Pucci, del Gruppo aviatori di Umbertide e mio compagno di scuola. Pensavo di essere poco coinvolto, essendo fra quelli con le vertigini e che hanno timore a volare. Al contrario sono stato coinvolto, emotivamente e tecnicamente, in modo straordinario; tanto che l’ho divorato in due serate, provvidenzialmente sottratte alla spazzatura TV. Mi congratulo con lei, sia per la qualità del libro sia per i valori di cui mostra di essere portatore.
Cordiali saluti.

 



RECENSIONE N.49
TERMOTTO Alessandro                                             04/11/2012
(Appassionato di volo)

 

Buon giorno Comandante, perdoni se la disturbo, ma seguo il consiglio al termine del libro che lei ha scritto. Dire che è semplicemente fantastico è dire poco. E' coinvolgente al punto da sentirsi direttamente coinvolti negli episodi narrati, io personalmente mi sono immedesimato nella parte sentendomi strettamente legato al seggiolino e chiuso nel cockpit.....straordinario, E poi tutte quelle note tecniche legate a certi velivoli piuttosto che alla tipologia di missione....Walter,e mi conceda di chiamarla per nome, ha fatto un lavoro straordinario, tant'è che l'ho consigliato ad alcuni amici i quali si sono già attivati per la ricerca. E' un libro che assolutamente non può mancare nella libreria di un appassionato o di un aviatore. Sono contento d'averlo acquistato e letto, complimenti ancora Walter.
Alessandro "Starfighter" Termotto


 

RECENSIONE N.50
ROMANO Riccardo                                                  18/11/2012
(Appassionato di volo)


Buongiorno Comandante, volevo dirle che da poco ho cominciato a leggerlo il suo libro "Convivere con l'adrenalina" regalatomi dalla mia morosa perchè lo volevo a tutti i costi, sia per le esperienze sue personali sia perchè anche io avrei voluto vivere quella vita, quella da pilota militare proprio di Tornado! Io non sono un amante della lettura, proprio zero, ma il suo è stato il primo libro in cui mi sono detto "lo voglio leggere"; non sono arrivato a metà libro ancora, ma volevo farle un commento, e il commento è che finora quel libro è stupendo perchè racconta proprio bene i fatti accaduti e lascia un 'idea, e più si va avanti e più prende!!! Complimneti davvero per il libro, è bellissimo e sono sicuro che più avanti lo sarà ancora di più! Le auguro una buona giornata

 


RECENSIONE N.51
TARANTO Gianluca                                                25/11/2012
(Appassionato di volo)


Buongiorno sig.Pauselli
la contattavo per farle i miei più sinceri complimenti per il libro da lei scritto. L'ho trovato molto interessante e molto bello, grazie al quale sono riuscito a immedesimarmi completamente nelle diverse scene e situazioni che si presentavano capitolo dopo capitolo a tal punto da sentire delle scosse di adrenalina dentro di me. Infatti io essendo molto appassionato di questo mestiere che spero di poter fare in futuro al termine dei miei studi (cosa che non vedo l'ora che accada) è come se avessi vissuto la scena dal vivo, mi sembrava di essere a bordo con lei, di farle da Bionav sebbene ce ne fosse già uno. Quindi la ringrazio ancora molto per avermi accompagnato con le sue esperienze e con le sue accurate note tecniche prima di addormentarmi... Distinti saluti il suo fan G.Taranto



RECENSIONE N.52
SUCAMELI  Carmelo                                              10/02/2013
(Appassionato di volo)

"Buongiorno comandante walter pauselli ... inanzitutto volevo farle i complimenti per il suo libro che ho finito ora di leggere. devo dire che non mi aspettavo un opera del genere, pensavo fosse il solito libro noioso proposto nelle solite librerie, invece leggendolo mi sono dovuto ricredere. ho avuto occasione di leggere altri libri aeronautici, credo il suo sia l'unico che tratta in maniera molto peculiare la vita del pilota militare, la lunga e faticosa strada da percorrere per salire su un jet mettendo allo scoperto ciò che davvero comporta per diventare pilota militare, non nascondendo e trascurando nessun aspetto, che forse prima qualquno avevo nascosto da un velo di segretezza facendo apparire la carriera di pilota militare tipo film top gun, senza nessun ostacolo da superare, una semplice domanda in "accademia" e poi sui jet e via. Come le dissi, il libro e molto bello, capitolo dopo capitolo ti coinvolge sempre di piu', l'unico capitolo che mi ha fatto divertire molto e quello quando porta l'allievo navigatore sul G91T, rho riso tanto per cio che ha scritto, in senso buono comunque .

Tratto dal libro convivere con l'adrenalina
comandante pauselli:
allora!vedi, il primo punto e' quella grande infrastruttura davanti a noi , navigatore: si si

Pauselli: Ora sulla cartina la rotta ai tre minuti e quaranta secondi si interseca un fiume molto grande, l'ofanto , navigatore: si si
Andammo avanti tre o quattro minuti cosi , io che suggerivo e lui che cadeva sempre in un piu silenzio , sino a che , dopo molte insistenze per cercare di di svegliarlo , sento questa frase Navigatore : "Aeeeee! Ma quante ne vo sape' tu vo sape tutto o mondo ".
Pauselli , si e' vero , ne volevo sapere tante , ma non ne aveva detta una sino allora e li capii che fare il navigatiore non era lavoro per lui .

Spero che non abbia intenzione di fermarsi solo su questo libro , e che possa renderci di nuovo partecipi della sua esperienza maturata in AM
cordialmente
Carmelo Sucameli




RECENSIONE N.53
GHERMANDI Marco                                             31/12/2012
(Pilota militare poi Comandante Civile)


Carissimo Walter
Nel libro c'è tutto, il mestiere, le emozioni, la passione, e cosa rara in un pilota di aerei, la capacità di trasmettere le proprie esperienze sulla carta scritta. Mentre ero immerso nella lettura, ho vissuto insieme a te le tue stupende avventure, e non mi sono mai sentito in pericolo durante la basse quote o i rifornimenti in volo.  Secondo me il libro è il ritratto di un uomo semplice e normale che è riuscito  a fare di un mestiere pericoloso una cosa di tutti i giorni. Ti ho incrociato poco più che ventenne, e ti ho rincontrato adesso che ho terminato la mia carriera, ma il tuo nome ha sempre rimbombato potente attraverso chi ti ricordava a me (Mario, Massimo).
Non mi resta che sperare che mamma Aeronautica, con una scelta saggia, utilizzi le tue doti con incarichi veri e innovativi, perché i miei  amici, Bruno, Umberto, Rosario e tanti altri non siano caduti invano per seguire il proprio il proprio istinto e la loro passione.
Buon 2013
Marco Ghermandi
RECENZIONE N. 54

RECENSIONE N.54
CECCARELLI PAOLO                                                          23/03/2014
(Gen. Pilota linea Jet)
Caro Walter,
ho letto il tuo bel libro senza potermi fermare. Con l'avvento del computer è divenuto abbastanza facile scrivere le proprie avventure, e devo dire che molti di noi, me compreso, vi ci sono cimentati, perché aver fatto il nostro mestiere, è stato per ognuno di noi un percorso così coinvolgente, che spiace vedere annientarsi tutti i ricordi nella degenerazione dei nostri neuroni.
IL titolo è veramente accattivante, appena lo incontri sai che non puoi perderlo, bellissima la contro-copertina, un po' meno la copertina, c'è troppa roba.
il racconto inizia come se fosse diretto a quelli che come Mario Arpino nella bella e appassionata prefazione chiama "laici", ed in effetti, raccomanderei l'Aeronautica, di farne un dono a tutti coloro che  inoltrano la domanda di ammissione, darebbe loro una buona idea di ciò che si devono aspettare. All'inizio sei fin troppo pedante nelle spiegazioni tecniche (pure lo spanflow!) ci viene solo da chiederci chi fosse quello stronzo di comandante di corso, ma quando cominci a salire a bordo, ecco che ci siamo tutti, laici e non.
Io sono di una generazione precedete alla tua, ho cominciato con la serie ottanta, ma sia sul "Re"  che sull'"Orso" ho avuto la fortuna di fare molto, e perciò ho potuto godermi a starti vicino come non mai.
Il tuo racconto è salito di tono mano a mano che ci avvicinavamo alla "Desert Storm" e lì siamo rimasti con il cuore in gola per tutto il capitolo.
Siamo diventati compagni di avventura. e ci viene voglia di interloquire con te, di parlare di fratelli che ci hanno lasciato, di manovre di strizza, di eventi che ... solo la Madonna di Loreto!
Grazie del volo Walter, come si dice fra piloti educati. E' stato coinvolgente!
Con Affetto

RECENSIONE N. 55
POTESTIO MANUEL                                                       25/03/2014
(Appassionato di volo)
Sono un lettore del suo libro. Complimenti, veramente bello ed entusiasmante, sono uno a cui non piace leggere ma è qualcosa di magnifico e unico. Ogni pagina, ogni racconto, sembrava di viverlo in prima persona, di essere dentro l'abitacolo e di sentire le emozioni.

RECENSIONE N. 56
GIACOMINI VITTORIO ANTONIO                                   28/03/2014
(Appassionato di volo)
Buon giorno Walter,
ci siamo conosciuti da poco e solo tramite e-mail, ovvero quando ho acquistato il meraviglioso libro. Nel 1982 ho tentato anch'io l'avventura dell'Accademia, ma mi sono fermato alle visite mediche di Capodichino, per un vecchio problema ma sufficiente per bloccarmi a terra, se fosse andata bene sarei stato un cadetto del Borea IV. Pazienza: mi diverto a volare, a cinquant'anni (e da 25 anni), col paracadute e di adrenalina ne fornisce in quantità! A presto e buona giornata.

RECENSIONE N. 57
VALERIO - FROM THE SKIES                                          14/05/2014
"Convivere con l'adrenalina", del Col. Pilota Walter Pauselli, nasce quasi per gioco, con un fine nobile: "tutti quei ragazzi che avevano tanta passione per il volo e tante domande da fare ma che non trovavano mai nessuno per avere delle risposte e così, mi ricordai di quando ero giovane, di quando ero assetato di sapere. Pensai anche, sarebbe potuto essere un modo per valorizzare il lavoro di una vita".
"Capii che il successo poteva arrivare solo se il fosse stato qualche cosa di diverso dagli altri, dovevo parlare di volo, ma solo di volo vero, e dovevo far protagonista il lettore delle difficoltà di questo lavoro. Ci sono riuscito?"
Beh, a mio avviso Walter Pauselli ci è riuscito, il suo libro parla di volo "vero" e di tutto ciò che ruota intorno la figura del pilota militare, a partire di quando era un ragazzo ed aveva capito di essere "ammalato di passione di volare" . E' molto utile per chiunque voglia sapere qualcosa di più sulla vita operativa di un pilota militare ed è altrettanto utile a tutti quegli appassionati alla ricerca di emozioni.
La tecnica narrativa utilizzata è semplice e mirata ai contenuti, all'aspetto emotivo ed umano si mescolano digressioni tecniche molto dettagliate.
L'autore riesce a trasmettere in maniera netta le sue sensazioni e descrive le circostanze in modo tale da consentire al lettore di vestire la tuta da pilota. Fornisce tutti gli ingredienti necessari per attivare la fantasia e immedesimarsi nel cockpit degli aerei da lui pilotati: F-104, G-91. Tornado (IDS e ADV) e AMX. Come fosse un collega di lunga data incontrato dopo tanto tempo, Walter Pauselli racconta a ruota libera le avventure della sua vita da pilota, mettendo il lettore nelle condizioni di comprendere tutti i dettagli grazie anche alle esaustive note che forniscono spiegazioni su tutti gli aspetti tecnici.
Sono molti gli episodi che ripercorre nelle 448 pagine, come ad esempio missioni notturne, addestramento al poligono, operazioni nella Guerra del Golfo, esercitazioni a bassa quota, refuelling in volo, guasti in volo...
Ogni capitolo consente di ricostruire una visione completa sulla figura del "pilota militare", che come ogni "persona normale" deve affrontare i propri limiti facendo leva sulle proprie doti, sulla determinazione, ma soprattutto sull'adrenalina: "ogni volo era un'avventura e potevi sentire il sangue bollire o gelarsi ad ogni manovra e decisione presa. Prima di allora, conoscevo l'adrenalina come un qualche cosa che si abbinava ad uno spavento, ora invece, era diventata una cosa strana  e diversa e iniziai a conoscerla come una sostanza eccitante che dava piacere e grande soddisfazione".
Un libro avvincente e, soprattutto, coinvolgente. Lettura consigliata per tutti gli appassionati.

RECENSIONE N.58
FRATTINI ROBERTO                                                      03/01/2015
(Appassionato di volo)
Egr. Gen. Pauselli,
Le scrivo brevemente dopo aver appena ultimato la lettura del suo libro.
L'ho trovato molto bello, coinvolgente, assolutamente non retorico - possibile difetto nel quale sarebbe stato, a mio parere, facile cadere -.
Ho in passato letto diversi libri di aeronautica, fra i quali ricordo con piacere uno che mi vendette un ex pilota di SR71 USAF, abbattuto con un altro aeromobile in Vietnam e che portava ancora evidentissimi in viso il ricordo dell'incidente, che conobbi casualmente mentre mangiavamo un hot-dog  durante uno splendido air-show ad Aviano negli anni '80, persona evidentemente di sostanza ma assolutamente modesta e senza fronzoli, come credo debba essere. Chi è di qualità non ha nessun bisogno di mostrarlo. Ho da ultimo, fra gli altri, letto due libri del Ten.Col. Glauco Nuzzi: ho trovato anch'essi molto belli e scritti con uno stile che, se ricordo bene, paragonerei un po' al suo: anche in lui giusta dose di oggettività nessun bisogno di auto referenziarsi. Ho anche apprezzato da un lato l'equilibrio da lei raggiunto - anche questo non banale - fra la gestione di una professione molto impegnativa e la famiglia, anche perché mi sembra di aver capito che fra Lei e i Suoi famigliari ci sia stata, in questa ricerca, la giusta dose di intelligenza, tolleranza ed elasticità, dall'altro una certa intolleranza, se non ho male interpretato la lettura, anche verso una certa ipocrisia ed inefficienza politica.
Per terminare, la mia classe è il 1954, anch'io feci domanda per entrare in Accademia Aeronautica nel corso del 1973, forse il corso precedente il Pegaso III, ma la momento delle selezioni non mi presentai per una serie di ragioni: ho però ancora oggi, presente esattamente come allora, il rimpianto per non avere almeno tentato di percorrere la strada che ha sempre rappresentato la mia vera passione; nostalgia che la professione lavorativa che ho esercitato nella vita non ha mai diminuito.
L'aver ripercorso nella lettura la Sua carriera non vuole affatto dire che essa sarebbe stata anche la mia, ma mi ha almeno fatto vivere quello che avrebbe potuto essere - e non è stata - la mia professione. Anche in questo, pertanto, il mio obiettivo è stato raggiunto.
E' stato un piacere fare, attraverso il Suo pregevole scritto, la Sua conoscenza, e complimentandomi ancora per la tenacia e l'applicazione che Lai ha dimostrato nei vari campi - importanti, non fatui della vita, le porgo gli auguri per il nuovo anno.
Cordialmente.
RECENSIONE N.59
FILIPPETTI RENZO                                                     22/04/2015
(Appassionato di volo)
Mia moglie mi ha regalato il libro da lei scritto. essendo un grande appassionato di aeronautica. La passione per gli aerei l'ho ereditata da mio padre, che durante la 2a G.M., lavorava come tornitore nella ditta Ambrosini di Passignano sul Trasimeno, dove producevano i MC 200 poi gli MC 202.  IL dono è stato particolarmente gradito. leggendo la nota finale: "se sei appassionato di volo....", mi sono messo alla tastiera  per scrivere un commento e anche per raccontarLe la mia passione per gli aerei. Dire che il suo libro mi è piaciuto molto è riduttivo, sicuramente chi, come il sottoscritto, conosce bene tutti i tipi di aerei menzionati e quasi tutte le note a fondo pagina, apprezza maggiormente quanto da lei scritto. Molto considerate tutte le note tecniche che hanno "arricchito" i vari capitoli. Il capitolo che più mi ha colpito, nel senso umano, è stato l'VIII, l'OBLIO, destinare un pilota in un ufficio , per me è come ucciderlo; i piloti dovrebbero volare sino a quando il loro fisico permette di farlo. Concludo questa nota facendo a Lei i migliori complimenti per questa opera, che spero sarà stata apprezzata da molti suoi colleghi e da appassionati di aviazione. CHI VOLA VALE, non credo di errare scrivendo che Lei è una persona speciale. Complimenti.
Le porgo i miei sinceri saluti e ancora Complimenti.

RECENSIONE N.60
GIULIARI RICCARDO                                                   26/05/2015
(Appassionato di volo)
Buongiorno Gen Pauselli,
volevo complimentarmi con Lei per il libro che ha scritto. L'ho letto tutto d'un fiato e avrei voluto che non finisse così presto. Nel suo libro ho finalmente trovato molto di quello che avrei sempre voluto sapere fin da quando ero molto giovane. E' stato davvero emozionante immedesimarsi in Lei nelle varie missioni che ha raccontato. Ha dato modo a tutti gli appassionati di aeronautica di salire a bordo di un caccia e vivere in piccola parte le enormi emozioni di un pilota militare. La stimo profondamente per l'impegno e la dedizione che ha messo e sta mettendo nel suo lavoro. Lei sarà sicuramente una di quelle persone che mi sproneranno quotidianamente a dare il massimo nelle piccole e grandi "turbolenze" della vita.
Con grande affetto. Riccardo

RECENSIONE N.61
GIRELLI ROBERTO                                                     18/11/2015
(Appassionato di volo)
Ho "divorato" il Suo libro e mi servirà senz'altro una rilettura meno "adrenalinica".
Mi spiego meglio, io faccio parte dall'immensa schiera dei non eletti ovvero scartati alla visita alla visita per l'Accademia Aeronautica il giorno in cui vi fu il terremoto in Friuli (maggio 1976). Ovviamente presi anch'io come Lei i brevetti di 1 e 2° grado all'aeroporto di Boscomantico (VR) vicino all'aero base di Verona Villafranca. Invitato da un amico pilota l'allora Tenente Pil.  Robero Iacomino (ora in pensione) vidi  un giovanissimo Claudio Collenz accendere il "Re" e poi decollare assieme ad altri suoi colleghi. Ovviamente di 3 tre ragazzi che ci brevettammo a Boscomantico, io fui l'unico sfortunato ad essere scartato e  gli altri due destinati al RE. Uno di loro, il mio compagno di banco (eravamo tutti all'istituto Tecnico per Geometri) arrivò di CPL prima a Grazzanise al X come intercettore poi a Villa come ricognitore. Purtroppo morì non con il "one one o four" come lo definiva lui,  ma in un banale incidente automobilistico nel 1992 quando era primo Com.te sui Jumbo Alitalia.
Le invio una sua foto nel caso vi foste conosciuti o visti dato che le due basi (Grazzanise e Gioia) erano a un tiro di Starfigter, si chiamava Silvano Bianchera. PS I periodi in cui rimase a Grazzanise era compresi tra il 1981 e il 1984.
Grazie ancora di avermi fatto rivivere in modo professionale e qualificato quel mondo per me incantato che ho perduto.
Cordiali saluti

RECENSIONE N.62
FILIPPI ALESSANDRO                                                  23/12/2015
(Appassionato di volo)
Un libro coinvolgente letto in brevissimo tempo, in grado di suscitare l'entusiasmo del neofita ma anche capace di
soddisfare l'appassionato esigente. Ci trasporta in un periodo che non ha più cronaca ma non è ancora storia e che va ricordato e descritto prima che le emozioni possano sbiadire e uniformarsi alla vulgata dei mass-media. Sono troppo pochi i libri come questo, personali ma anche precisi nei dettagli, in grado di dare una visione della vita all'interno di una Forza Armata, che annuari e riviste specializzate non possono trasmettere.
Unico neo: qualche pagina in più sulla Guerra del Golfo del '91 sarebbe stata ampiamente apprezzata.



RECENSIONE N.63
SAVOI LORELLA                                                        27/06/2016
(Appassionato di volo)

" Certe volte la vita prende delle strade davvero inaspettate e per colmo dell’ironia io, che non sono mai salita su un aereo, mi appresto, con il gradito invito dell’autore, a esprimere il mio modesto commento su un libro che, posso garantire, l’adrenalina la inietta diretta nelle vene del lettore. Ho avuto il piacere di conoscere Walter Pauselli e sua moglie Cristiana e di apprezzarne la spontanea amicizia che è subito nata. Così, visto che anche io mi diletto nella scrittura , ci siamo scambiati le nostre “ fatiche di penna “ anche se, nel tema trattato, distanti anni luce. Non mi soffermerò a commentare la precisione e la competenza che emerge nella descrizione tecnica dei velivoli, delle loro componenti e delle leggi che regolano l’aerodinamica, nozioni che ho apprezzato e compreso comunque in quanto la mia insaziabile curiosità mi ha spinto a tempestare di domande un esperto in materia, nonché caro amico di Walter. Vorrei invece evidenziare quello che è il filo conduttore di tutta la trama e che si sintetizza in un’unica parola: passione. Si respira forte in ogni frase questa incontenibile spinta interiore attraverso la quale ogni difficoltà, ogni sacrificio sono stati affrontati ogni volta con slancio e determinazione ma anche con l’umiltà ed il rispetto dovuti sia al ruolo svolto nell’incarico che al mezzo da pilotare. Qualcuno ha scritto “ Se un sogno ha così tanti ostacoli significa che è quello giusto” e Walter non ha avuto mai un dubbio, mai un ripensamento mai un cedimento; ha spianato gli ostacoli con la caparbietà di un ariete, sorretto da Cristiana, moglie ma soprattutto vera compagna di vita alla quale va il grande merito di aver saputo di volta in volta bilanciare, compensare, comprendere e sostenere l’intero entourage familiare come un morbido collante. E’ un libro che sembra scritto per gli “ addetti ai lavori “ ma che nasconde invece una grande lezione di vita per chiunque abbia la fortuna di leggerlo. "