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BRITSH AEROS. BA F3 "Tornado" ADV

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Introduzione Autore 

La decisione di scrivere un libro sulle mie esperienze di volo era lontana dalle mie intenzioni, dalle mie capacità di scrittore e tantomeno ne ho mai avuta l’aspirazione, sino a quando mi fu chiesto di scrivere un paio di racconti da inserire in un libro aeronautico, sapete, di quelli che regala il Grande Capo. Mio fratello Lucio lesse quei racconti e rimase impressionato e così mi spinse a scrivere dell’altro per non perdere quelle che per lui erano avventure e per me, solo esperienze. Mi disse che dovevo farlo perché c’era uno scopo nobile dietro a quell’azione, quello che avrei scritto sarebbe potuto essere di utilità ad altri. Il suo suggerimento risuonò nella mia testa per un po’. In effetti, pensai che pochissimi avevano avuto il coraggio di sedersi ad un tavolo con una penna in mano e scrivere del loro vissuto in volo e poi, tutti quei ragazzi che avevano tanta passione per il volo e tante domande da fare ma che non trovavano mai nessuno per avere delle risposte e così, mi ricordai di quando ero giovane, di quando ero assetato di sapere. Pensai anche, che sarebbe potuto essere un modo per valorizzare il lavoro di una vita, gratificare per gli sforzi fatti i miei genitori e la mia famiglia, ricordare i colleghi piloti più sfortunati e ringraziare gli amici per aver partecipato a quella parte della mia vita più avventurosa. Inoltre avrei avuto l’opportunità di spiegare a tutti coloro che mi conoscono, ma anche a tutti gli altri, chi è un pilota e perché vuole fare a tutti i costi questo lavoro, ma soprattutto cosa prova a farlo. Mi sono posto di raggiungere molti obiettivi con questo scritto e tutti sicuramente difficili da spiegare, ma non mi sono spaventato, non è nel mio stile e così ho deciso di iniziare quest’avventura. Così ho iniziato a scavare nei meandri della mia mente cercando di ricordare al meglio e di selezionare quello che era più impressionante e utile e che fosse stato d’interesse non solo ad un lettore già legato al volo ma anche a tutti quelli che avrebbero voluto capire meglio e di più, ma che non ne hanno mai avuta l’opportunità.
Capii subito che il successo poteva arrivare solo se il libro fosse stato qualche cosa di diverso dagli altri, dovevo parlare di volo, ma solo di volo vero, e dovevo far protagonista il lettore delle difficoltà di questo lavoro. Ci sono riuscito? Non lo so e  non sta a me valutarlo. Spero inoltre, che questo scritto possa anche aiutare qualche persona più tenace a capire cosa c’è dietro ad un uomo che sceglie di avventurarsi su questa strada e cosa lo motiva a fare un lavoro rischioso ma necessario alla nostra Patria e, mi auspico inoltre, che lo porti ad avvicinarsi all’Uomo alle armi con una maggiore comprensione. Nel titolo del libro cito l’adrenalina come un elemento di primo piano perché, nel nostro lavoro, essa fa sempre parte del gioco, spesso è cercata, altre volte arriva da sola ma quello che conta è che quasi sempre l’abbiamo con noi.
Vi auguro buona lettura.